Un tesoro seicentesco riapre le sue porte al pubblico

Palazzo Moroni a Bergamo: un viaggio nel passato tra storia e bellezza
Da mercoledì 22 novembre apre al pubblico integralmente Palazzo Moroni nel cuore della Città Alta, dopo tre anni di restauri
Il FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni – in occasione della manifestazione “Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023” – inaugurano Palazzo Moroni.
Dopo l’apertura dei giardini e dell’ortaglia nel giugno 2020, nel pieno della pandemia che aveva duramente colpito la città lombarda, e quella di quattro sale con splendidi affreschi barocchi nel settembre 2021 – nell’ambito delle celebrazioni per il 500° anniversario della nascita di Giovanni Battista Moroni, di cui questi ambienti conservano i capolavori – il palazzo seicentesco nel cuore di Città Alta apre integralmente da mercoledì 22 novembre 2023.





In questa occasione completano il percorso di visita cinque ulteriori sale al piano nobile, caratterizzate da un allestimento ottocentesco – Sala Gialla, Sala Rosa, Sala Azzurra, Salottino Cinese e Sala Turca – e il mezzanino, con il cucinone e l’appartamento utilizzato fino al 2009 dal conte Antonio Moroni, ultimo abitante della dimora. Si inaugurano, inoltre, gli spazi di accoglienza rinnovati, come la biglietteria con negozio, e nuovi servizi e strumenti di accompagnamento alla visita, a cominciare da un video-racconto con proiezioni immersive allestito nel cucinone, che narra – con la voce di Luca Micheletti – la storia della famiglia e del palazzo.





Palazzo Moroni, il primo palazzo urbano acquisito dal FAI, inaugura dopo tre anni di lavori di restauro per la messa in sicurezza, la conservazione e la valorizzazione, che hanno interessato i giardini, estesi con terrazzamenti panoramici ai piedi della Rocca civica e fino all’ortaglia, due ettari di campagna nel cuore della città, e gli interni, straordinariamente conservati nelle decorazioni, negli arredi, negli oggetti e nelle opere d’arte della collezione di famiglia, che annovera tra i capolavori tre ritratti di Giovanni Battista Moroni (1521 circa-1579/1580): Il Ritratto di Isotta Brembati, quello di Giovanni Gerolamo Grumelli, meglio noto come Il Cavaliere in rosa, e il Ritratto di signora anziana.

Il Bene è stato affidato al FAI nel 2019, a seguito di un accordo con la Fondazione Museo di Palazzo Moroni, proprietaria del palazzo, istituita nel 2008 dal conte Antonio Moroni (1919-2009) e ancora presieduta dalla figlia Lucretia, per perseguire la missione di rendere il Bene un patrimonio collettivo.
I lavori di restauro sono iniziati nel 2020. Il 27 e il 28 giugno dello stesso anno, il FAI ha aperto i giardini e l’ortaglia: un evento eccezionale, nato come omaggio a Bergamo, una delle città italiane più colpite dal Covid-19, con un’apertura dedicata a tutto il personale sanitario.
Dopo un anno, si sono conclusi i lavori nella parte del palazzo caratterizzata da affreschi secenteschi – i cui soggetti danno il nome alle sale: la Sala dell’Età dell’oro, la Sala dei Giganti, la Sala di Ercole e la Sala della Gerusalemme liberata – realizzati dal pittore cremasco Gian Giacomo Barbelli (1604-1656), che sono tra i primi e più sontuosi esempi di pittura barocca in Lombardia.
Alla fine del 2022 è iniziato il restauro delle cinque stanze che aprono al pubblico in questa occasione, frutto delle modifiche che hanno interessato il palazzo intorno al 1835, in vista del matrimonio di Alessandro Moroni con la nobile milanese Giulia Resta (1838).
L’allestimento di questi spazi, più intimi e raccolti di quelli secenteschi, è dominato da sete preziose, ceramiche orientali e francesi, arredi laccati e in stile impero e decorazioni ad affresco che riproducono stucchi a trompe-l’oeil e si alternano a fantasiosi soggetti che prendono ispirazione dal mondo classico ed esotico.
Gli interventi, realizzati grazie al sostegno di Regione Lombardia e al contributo di numerose aziende e privati, hanno permesso di rendere agibile e visitabile l’intero piano nobile e tutto il mezzanino. Sono stati realizzati gli impianti elettrici e di sicurezza, restaurati e conservati gli infissi e le pavimentazioni, adeguati i necessari servizi alla nuova funzione museale del palazzo, dotato anche di spazi di valorizzazione.

Un grande restauro che armonizza gli interventi dedicati alle esigenze di sicurezza e fruibilità con le lavorazioni realizzate con materiali locali e tecniche ancora artigianali. Nonostante i cantieri in corso, il palazzo è sempre stato parzialmente aperto alle visite: una scelta che ha reso più complicate le cantierizzazioni, programmate a fasi. I lavori hanno interessato anche i giardini di Palazzo Moroni con la sostituzione degli alberi e degli arbusti che si presentavano in condizioni fitosanitarie critiche, l’integrazione di piante ornamentali nelle aiuole, la potatura dei tassi in forma e la realizzazione di percorsi in ghiaia a tutela dei prati.
Un cantiere lungo e complesso ha interessato i beni mobili del palazzo: arredi, rivestimenti decorativi, opere d’arte, oggetti preziosi e collezioni di famiglia. Tutti questi elementi sono stati attentamente restaurati e conservati per preservare l’autenticità e la bellezza del palazzo.
La Redazione
Palazzo Moroni – Via Porta Dipinta 12, Bergamo - Italy Tel. +39 035 0745270; faimoroni@fondoambiente.it
Domenica 19, dalle ore 18.30 alle 21, Palazzo Moroni sarà aperto gratuitamente ai cittadini di Bergamo, mentre il giorno dopo, lunedì 20, nell’ambito delle Giornate FAI per le Scuole, è prevista un’apertura dedicata interamente agli studenti condotta dagli “Apprendisti Ciceroni” del Liceo Classico Paolo Sarpi di Bergamo.