Hampi: sussurri di pietra nell’antica India
Viaggio nel sud ovest dell’India alla scoperta dell’antichissima città di Hampi in Karnataka
Il fascino di Hampi è ineguagliabile, grazie allo straordinario connubio tra le bellezze naturali e la monumentalità del sito archeologico vasto 40km, patrimonio dell’Unesco dal 1986. A questo si aggiunge il piacere di un’accoglienza che ne fa rivivere l’antico splendore: Il Kamalapura Palace-Evolve Back
Quando si scende dall’aereo a Bangalore, la capitale del Karnataka e dell’informatica, per dirigersi Hampi (sei ore circa in auto lungo un’ottima strada), si comincia un viaggio a ritroso nel tempo. In poche ore si passa dall’high-tech al Medioevo.
La storia di Hampi la regina del Karnataka, affacciata sul fiume Tungabhadra

All’arrivo sbalordisce il caotico ammasso di enormi rocce granitiche molate dal tempo, in apparente equilibrio instabile. Queste formidabili colline di massi nascondono fortezze, templi e palazzi della capitale dell’impero Vijayanagar, il più grande regno indù del Sud dell’India tra il XIV e il XVI secolo. Le enormi ricchezze della città, legate al commercio di rubini, smeraldi, diamanti, perle e abiti, furono in gran parte destinate dai regnanti allo sviluppo delle arti e dell’architettura, raggiungendo vette di altissima qualità.
La gloria di Hampi dura fino al 1565, quando i cinque sultanati vicini riescono a coalizzarsi e ad occupare l’imprendibile città. Il re viene ucciso in battaglia, la famiglia reale e gli abitanti fuggono dalla città. Abbandonata dagli invasori dopo il saccheggio, Hampi cade nell’oblio, finchè alla fine dell’Ottocento viene riscoperta dall’inglese Longhurst.
Evolve Back-Kamalapura Palace, il resort da mille e una notte
Ad Hampi si addice un soggiorno all’insegna della lentezza e del piacere della scoperta.
Per entrare nello spirito del luogo, l’ideale è passarci almeno tre notti, ideali anche per godere fantastici tramonti, tra rovine e natura.
Oggi la sorpresa è il Kamalapura Palace, il resort a soli 4km dal sito archeologico, che fa rivivere nelle architetture e nei particolari il lusso raffinato dei Vijayanagar. L’albergo palazzo nasce dalla passione per il territorio della famiglia Ramapuram imprenditori di Bangalore. Il loro obiettivo, raccontano, è offrire agli ospiti una vacanza unica, immersi nella cultura, nelle tradizioni locali e nella bellezza naturale del luogo. All’ingresso si è accolti da un servizio inappuntabile e dipendenti sempre disponibili ad aiutare gli ospiti nel risolvere qualunque problema. E a suggerire esperienze uniche, come il giro sul fiume sulle coracle, le barche rotonde in bambu, da sempre in uso qui.
A mezzogiorno, per sfuggire alla ore più calde della giornata, si può rientrare all’albergo per un light lunch, proseguendo poi la visita del sito nel pomeriggio.
I corridoi ad arco, le ville con piscina , le suites regali, ispirate al quartiere delle regine, tuttora visitabile, la sala ristorante, tutto riflette il meglio del lusso dei Vijayanagar. Le sorprese sono all’ordine del giorno. Tra queste, la romantica e raffinata cena sul terrazzo affacciato sulla campagna intorno o quella scenografica con la danzatrice, allestita al bordo dell’infinity pool.
Dopo il tramonto, il Kamalapura Palace aspetta gli ospiti con proposte diverse. Per chi capisce l’inglese, c’è l’aperitivo nel romantico Deep Mahal per ascoltare dall’oratore la storia di Hampi, sorseggiando il cocktail della casa. Chi preferisce (lo consiglio) può prendere appuntamento nel centro ayurvedico dell’albergo. Affacciato su un laghetto di ninfee è un luogo silenzioso, incantevole, dove abbandonarsi al piacere di un massaggio a quattro mani.
Al mattino si parte presto in auto per raggiungere una delle tante aree archeologiche e da qui girare a piedi. Le scelte sono infinite. A disposizione ci sono un migliaio di monumenti, nascosti qua e là.
La collina di Hemakuta, un buon inizio
In un’atmosfera rarefatta, in silenzio, si sale camminando sulle pietre arrotondate della collina di Hematuka, cosparsa di tempietti, con vista sul fiume Tungabhadra, cuore e vita della città.

In cima svetta la statua di Ganesh, il dio del successo, amatissimo dagli indiani, punto di partenza per scoprire l’antica Hampi. Si scende a piedi per raggiungere il tempio di Virupaksa, dedicato a Shiva, l’unico in città ad essere frequentato dai pellegrini, per proseguire su Hampi Bazar, un tempo la via del commercio di rubini e diamanti.
Molto diverso e più raffinato è il complesso di Vijaya Vitthala, il capolavoro dei Vijayanagar, un tempio a base quadrata dedicato alla musica e alla poesia, con chiostri retti da magici pilastri, che percossi emettono note musicali.
Tra i luoghi da non perdere suggerisco il grande spazio riservato al Lotus Mahal, l’incantevole padiglione riservato alle regine, ben sorvegliato da quattro torri di guardia, e la vicina stalla degli elefanti.
Il calar del sole, un momento magico, se ci si trova al posto giusto
Per un tramonto indimenticabile suggerisco di salire sulla Malayanta Hill, fino a raggiungere Raghuntha Temple, lungo file di lingam e Tori Nandi, entrambi sacri all’induismo. Da lassù ci si affaccia sulla verdissima pianura, coltivata a bananeti e risaie, in un’atmosfera fuori dal mondo, mentre il sole scompare lentamente all’orizzonte.

Alla stessa ora è altrettanto suggestivo camminare lungo il sentiero affacciato sul fiume Tunghabadra, animato da venditori dei deliziosi braccialetti creati dalle donne del posto e da tempietti molto frequentati. La passeggiata prosegue lungo la via delle cortigiane, le famose ragazze danzanti di Hampi, fino ad arrivare al tempio di Achuta Raya, costruito nel 1534.
Fuori dai sentieri battuti dal turismo, nascosto dietro blocchi di granito monolitici, l’immenso tempio, immerso nel silenzio e nella luce del tramonto, è assolutamente imperdibile.
Silvana Rizzi